Mi viene in mente che un artista, un pensatore (come dovrebbe essere uno scrittore), è – in genere – dotato di una sensibilità superiore alla media. E forse tale sensibilità, a volte, può essere un’arma a doppio taglio.
Ma è davvero così?
L’artista può essere più soggetto di una persona “ordinaria” alla terribile tentazione del suicidio?