I blog: i diari del futuro.
Scoop di Frizzi a Rai Tre
I blog: i diari del futuro.
Scoop di Frizzi a Rai Tre
Si segnala qui (E infine: ci ho pensato e ripensato, poi mi sono decisa. Se sono valide le autosegnalazioni … in fondo il mio blog si chiama…omissis ….e con un titolo così (e un header come quello che imprudentemente partorii al momento della registrazione) non ho bisogno di troppe motivazioni: o no?)
Si segnala là
ma sempre venticinque lettori c’ha.
Indovina chi è, ma senza barare. Il vincitore avrà diritto a una segnalazione.
chiedimi se mi sento amata, ti rispondo NO. non sento e non vedo l’amore SOLO perchè non mi arriva come volevo che fosse. Amo? NO perchè l’ogetto del mio desiderio non si sente padrone di me, non conosce i miei pensieri, non sono a sua immagine e somiglianza.
chi è il mio nemico? L’uomo (donna) ha un solo nemico, se stesso.
prendi uno specchio, guarda la tua immagine riflessa e affronta il tuo nemico. alla tua destra l’Arcangelo Michele sguaina la spada lucente, sconfiggi ombre e fantasmi e mentre ti senti precipitare come vittima sacrificale nell’abisso, non cercare di vedere con gli occhi il fuoco dell’inferno ma guarda in alto la luce e afferra la mano che si tende.
Dio non nega, tutto è santo, basta un “sì” come all’Arcangelo Gabriele alla tua sinistra. se poni condizioni Dio non si rivela e sembra che Lui neghi ciò che tu stesso respingi.
L’uomo porta la croce ma Uno solo vi è stato inchiodato.
i chiodi nelle nostre mani, nei nostri piedi li piantiamo noi, Uno solo li toglie.
per amore si vive, per amore si muore.
Di amore, di morte e di Dio.
Stella Maria nei commenti qui
(con i tempi che corrono bisognerebbe tenersela da conto Stella Maria)
e mi giro a vedere chi c’è. Confesso di essere un po’ turbata per l’onda indefinibile che ho sentito, come di un’enorme affettività. E in effetti vedo lì in piedi che mi guarda un uomo, e mi pare di conoscerlo da sempre e nello stesso tempo ho come un’impressione di irrealtà. “Calma!”, mi dico. L’uomo probabilmente è più giovane di me, eppure sembra tanto più serio, chissà da dove viene. Mi guarda negli occhi e mi sorride in silenzio con una dolcezza indicibile. Ha qualcosa di antico e familiare nel viso e nel portamento. Non so assolutamente come reagire. Accenno un sorriso anch’io. E allora lui comincia a dirmi qualcosa: “Ciao… Avete scelto un bel nome per la vostra associazione”. Ringrazio, rinfrancata dal fatto che parli italiano, che sia in qualche modo reale. Chissà di che cosa avevo paura! Non siamo mica in un fumetto. Ma che il gentile sconosciuto sia una persona speciale ormai non ho alcun dubbio. Il suo viso asciutto è come scavato nella pietra, la voce è tanto tenue e delicata; praticamente non ha detto nulla eppure soltanto aprendo bocca eppure soltanto aprendo bocca ha calato un asso di cuori di profondità su tutta la scena. Indossa con disinvoltura un abito di buon taglio che mi pare fuori moda, anche se non capisco niente di moda,
…
A me cedono le ginocchia. Ho capito! Mi appoggio allo stipite della porta per non cadere. Gli occhi dello sconosciuto sono radiosi, e io prendo la sua luce come una benedizione, e per questo mi sento la persona più fortunata del mondo.
…
“Non sono finite… No, non sono finite le mie bandiere”. Un altro sorriso ineffabile. E poi non lo vedo più, se non nell’azzurro dell’aria settembrina che ha tanta bellezza anche qui a Milano.
Pensavamo fosse Dio invece era Pasolini
Ladies and gentlemen, la biografia di Anita Napolitano, poetessa.
E con che scopo passarvi questo link?
E’ presto detto: per farvi sentire… meglio!
Ed in che modo?
Facendovi una domanda, questa: pagate anche voi 120 euro all’anno (tacitamente rinnovati) per avere un sito “caratterizzato da una grafica di grande eleganza e formato da dodici (dodici!) pagine web“, come quello di Anita Napolitano?
No?
E allora!
«La presente antologia vuol dare rilievo – se ancora ce ne fosse bisogno – alla potenza espressiva e poetica di un’intelligenza femminile radicalmente calata nelle contraddizioni del proprio corpo, delle proprie relazioni, nonché decisa a farsi macchina desiderante alla ricerca di una nuova comunanza col mondo, anche attraverso un confronto serrato con l’altra metà del genere umano – e dove la scrittura poetica è una sorta di segnavia per chi non ha ancora smarrito la propria disposizione amorosa (e critica) nei confronti dell’esistente.»
dalla prefazione di Carmine Mangone (attenti all’audio!)
Non vorrei parlare dei grandi misteri: Dio, il big bang, il Male, il tempo, l´evoluzione; in primo luogo perché non è argomento da giornali, e poi non ne so nulla. Ma di un piccolo mistero, che gli uomini di sesso maschile contemplano ogni giorno, e contro il quale talvolta si scontrano: le donne.
Mi ha sempre colpito la differenza dei rapporti femminili con il tempo e lo spazio. Di solito, la donna ha una relazione buonissima con il tempo, sia pure non cronologico: distingue gli anni, i mesi, i giorni, i minuti: coglie l´atmosfera, il colore e il profumo di ogni istante di vita: ricorda i vestiti, i golf, le scarpe, i costumi da bagno, i cappelli portati durante la propria esistenza: vibra e cambia col passare dei minuti; e difficilmente sa dimenticare il passato. I maschi non posseggono questa sensibilità molecolare per il tempo, e si muovono con meraviglia e goffaggine in questa dimensione che non capiscono, o che capiscono soltanto leggendo Anna Karenina e La signora Dalloway,
In compenso, la donna non ha sovente nessun senso dello spazio. Non sa leggere una carta geografica, né una carta stradale, o un orario ferroviario. Se camminate per Roma o Milano, state attenti a non chiedere informazioni ad una di loro: vi manderà certamente in un luogo sbagliato. Per tre anni ho preso di continuo il treno da Monaco di Baviera a Roma: mia moglie è convinta ancora oggi che passi per Milano e non per Verona. Forse una donna, che capisce mirabilmente la molteplicità del tempo, non comprende la molteplicità dei luoghi.
Chi l’ha scritto? E soprattutto dove l’ha scritto?
Se non sai rispondere puoi scoprirlo qui
Pllole in parole di Sabrina Manca in Tradimenti…non si sa come
Una voce che ci dice di mentire puo’ portarci apparentemente lontano da noi ma se siamo pronti ad accettarne le conseguenze, al contrario ci fa conoscere una parte di noi che censuriamo per non arrenderci al fatto che esiste.
…
Tradire è non sostenere il proprio compagno in cio’ in cui crede, oppure non dirgli cio’ che pensiamo di cio’ in cui crede.
…
Onestà è tentare di guardare la propria relazione per quello che è e non per quello che vorremmo che fosse, perfino a dispetto di noi stessi.
Tradimento (verso noi per primi)è rifiutare di vivere la realtà.
L’inizio del post da cui é partita la riflessione:
Ho tradito e sono stata tradita, mi ha scritto, tempo fa (parecchio tempo fa) un’amica mia.
Non le chiesi nulla, poi.
Cosa si prova a tradire, cosa si prova a scoprire d’essere stati traditi.
Si può chiedere, certo, ottenere risposte e non risposte ché, tanto, siam fatti diversi.
C’è chi urla, chi aspetta che passino le burrasche. Tanto.
E siamo pieni di luoghi comuni.
Gli uomini sono.
Le donne sono.
Il volo della libertà
Pillole in video
Simona Sessa, scrittrice, ha un blog “tra i più qualificati”.
Viola amarelli: Il tuo ritmo narrativo va sempre più migliorando, Gaja, davvero. E anche lo sguardo, polifonico, sulla realtà: “Più avanti, la famiglia di lui le rimproverò di non aver nemmeno finto un colpo di frusta. Per l’assicurazione, sai com’è.”
Sparz:“sguardo polifonico” mi sembra proprio la parola giusta, cara Gayakks, ottimo crescendo, vai così.
Fabrizio Centofanti:quando qualcuno è a testa in giù mi ricorda sempre il calviniano Castello dei destini incrociati, col tarocco dell’Appeso che dice: ho fatto tutto il giro e ho capito: il mondo si legge all’incontrario.
ecco, Gaja, penso che questo tuo bel racconto lo confermi.
riccardo ferrazzi:I migliori racconti sono quelli che non danno risposte, ma fanno sorgere un sacco di domande. Grande Gaja!
Lucy: hai il dono prezioso, gaja, di condensare eventi travolgenti in “prime volte” e in “prima e dopo”, senza sconti, senza scampo. così molte si affoltano le domande e poche le risposte. come è giusto che sia. però, anticamente, sapientemente, tu non lasci del tutto solo il tuo lettore: tu lo conduci e lui, povera creatura, va da qualche parte, si mette da qualche parte, pensa almeno una cosa, o due, e non si sente abbandonato di fronte all’ignoto della pagina.
Iolanda Catalano: Quante cose hai detto, Gaja, in questo racconto! E quante altre ne hai fatto intravedere! Sai già che apprezzo il tuo stile quindi desidero soffermarmi per qualche riflessione.
Per una vita salvata, un’altra invece va.
(Attenzione di seguito viene svelata la trama! Il collettivo Scorie)
Un ragazzo insensibile, una ragazza ingrassa 30 chili, la zia muore giorno 30.
elio:Nonostante il tema cupo, si legge con vero piacere.
E Gaja? Gaja ringrazia tutti, uno per uno, e scrive a Iolanda: Sono senza parole per le tue osservazioni. non avevo notato certe “coincidenze”
Concludendo?
Concludendo si potrebbe azzardare una classificazione dei commentatori di due grandi litblog della rete.
Tipo?
Bulli e Pupe!
Naaa! E’ una scoria questa!
Commenti tratti da qui
Funiculì funiculà: @ baldrus
Siente fa’ accussì nun dà retta a nisciuno
fatte ‘e fatte tuoie
ma si haje suffrì’ caccia ‘a currea
Iannozzi:@ BALDRUS
Ma chi sei? chi credi d’essere per dire “sono scariche d’odio” e blablabla simili?Non ti conosco Mauro Baldrati. Non so chi tu sia.
Mauro Baldrati:ehi, alice, calmati un po’ per favore. “La vendetta dei commentatori” e “c’è sempre dietro la vendetta o l’invidia ecc.” è roba tua se permetti. Io mi sono riferito a uno in particolare. Tutti gli altri li ringrazio pure.
Tashtego: @baldrus
primo: macho lo dici a tua sorella.
Mauro Baldrati: @ Tashtehgo: le critiche le superascolto, ma la tua non è una critica, è una castroneria, e ti ho spiegato perché. Però col tuo commento hai segnato una svolta. Affermi che non mi conosci. Io non mi permetto di mettere in dubbio le tue parole. Non ho elementi. Però sono molto squilibrato da questa tua dichiarazione. Io se vedo una persona a una festa, e ci discuto animatamente, e mi fa leggere un racconto, e glielo stronco; poi la rivedo, e di nuovo faccio battute su un suo racconto; poi questa persona mi critica, mi rinfaccia di essere ipocrita; perdio, io questa persona me la ricordo
.…
Non ricordi nulla. Ti credo, Tashetgo, e ritiro tutto ciò che ho detto. Ti ho giudicato male. Tu hai dei vuoti di memoria seri. Hai parlato tu stesso di “rincoglionimento senile”, e temo tu abbia ragione a questo punto. Per cui quanto scrivi: “se la prendi in questo modo non ti commenterò più” non ha alcun valore perché tra un mese non ricorderai più nulla, chi sono, cos’hai detto ecc. (ma io ti ho invitato a fare come credi, cioè a commentare quanto ti pare, ma già non ricordi più).
E concludendo:
Mauro Baldrati: @ Tashtego, ti avevo già risposto, mi pare. Però, visto che insisti, e parli apertamente di sentimenti positivi e negativi ecc, vuoi sapere una cosa? La vuoi sapere veramente? Eccola: io penso che tu sia una persona di animo cattivo e malevolo, oltreché invidioso e insincero. Forse puoi abbindolare qualcuno coi tuoi atteggiamenti da fatalone, ma non me. Ne ho visto troppe nella mia vita, ho conosciuto troppe persone, a me non la dai a bere. E con questo ti dico addio e va’ all’inferno.
Commenti tratti da qui