Scorie: tutto il peggio della rete

Il Collettivo Scorie vigila sul web.
Segnalaci le tue scorie e noi le smaltiremo! scorie.tumblr@gmail.com
Faccio una premessa per non essere sbranato: ho sempre considerato la donna complessivamente migliore dell’uomo. Su una virtuale bilancia di pregi e difetti per me, la donna vince nei pregi. Insomma, per me sono più valide.
Orbene, se però la situazione è ancora quella che è, (chiedo) non sarà che il femminismo sparò a salve o sbagliò la mira?
mi chiedo ancora: invece che “io sono mia” o “col dito l’orgasmo è garantito”, non sarebbe stato meglio dire “al vertice (chessò) dell’Olivetti ci dovrebbe stare una donna. perchè le donne sono oneste e preparate. mentre è ben possibile che un uomo, a quel livello, sia solo un pescecane o un cialtrone”?
Una premessa e una riflessione di Enrico Gregori nei commenti qui

Dov’è Francesca?

Commento n.11 27/ottobre/2005

Questo spazio, abbandonato e vivo, è straniante. Incredibile colpo di genio se voluto. Casualità che ti rende mitica come io ti considero da molto tempo. Ho appena terminato “L’anarchiste”. (Aliberti editore, l’ultimo libro di Francesca se interessa, uscito da dieci giorni, un mese, non so).
Mi vibra dentro, non riesco a farlo fermare.
Hai dato il massimo. Qualcosa che mi ha messo il guinzaglio. Sono trasportato dalle sensazioni di quel libro. Devastano e sbocciano immagini legate alla mia vita. ANARCHISTE. Giusto. Perfetto. Il titolo e il resto. Mi appartiene. Lo porto con me.
Ma vorrei anche farne piccoli pezzi e spargerli. Comunicare desiderio e dolore lasciandolo volare. Un risveglio di erotismo intensissimo e terribile. Non so se leggerai. Se non lo farai non importa. Hai lasciato un libro che rimarrà. Dentro. Fuori. Ovunque.

Commento n.25 28/marzo/2006

Da matti. Se la tira e fa bene. E’ una scrittrice straordinaria. Se la tira, pubbblica un sacco di libri, la più prolifica scrittrice fra quelle contemporanee, e questo, Confessioni di una coppia scambista ha già venduto, pare , 3000 copie in meno di un mese. Ne ha motivo.

Commento n. 46 20/giugno/2007

Il blog schifoso è questo. Che da quello che so non è suo ma lascia spazio a commenti ingiuriosi e offensivi. Io leggo sempre quello che scrive nell’altro. Il commento che mi precede, così carico di veleno, secondo me è di qualche autore( o autrice?) che ha stroncato di recente. Quanta bile. Quanta malinconia. Non governare la propria mente e le proprie sensazioni, è proprio di chi vive come un sonnambulo fra passioni e repulsioni, destinato alla totale infelicità. I blog sono libero sfogo di frustrazioni e di paranoie. Io mi chiamo Alessandra. La persona prima di me vomita offese e non si firma, poverina.

Commento n.86 21/febbraio/2008

Tributo del 2008 a Francesca Mazzucato. Dove sei?
Aspetto il tuo nuovo romanzo con fervore. Laura F.

Commento n.87 26/aprile/2008

Kaddish profano per il corpo perduto, Azimut editore. L’ultimo romanzo di Francesca Mazzucato, dal 22 aprile in tutte le librerie. 

Bolle, sono solo bolle. E scoppieranno. Pezzi di parole di Maria Giovanna Luini
non volevo farti del male, io ti ho creduto, ma non me ne avresti fatto, soltanto volerti così tanto faceva male, averti sarebbe stato dolce, anche solo per quella notte, non avrei mai avuto l’ombra di un rimorso, te lo direi se ti incontrassi, giuro, o almeno lo vorrei, potertelo dire.
Le calze non le porterò, voglio che faccia caldo ormai, oppure avrò freddo ai piedi, che importa, corro il rischio. Vado e scordo, troppo in fretta, ma ci sarà il viaggio. Volti che spuntano dalla linea continua degli alberi a bordo strada, volti che incontrerò, occhi in cui mi fermerò, un attimo, il tempo di succhiare una goccia d’amore che mi faccia tremare, un fremito che diventerà, lo so, parole nuove.
brandelli di scrittura di Sabrina Campolongo
Videopoesia prodotta da nuoviautori.org, testo Vivian Lamarque.

Venghino siori, venghino: ricchi premi e cotillons!

La Redazione della rivista “Nugae”, pertanto, è lieta di lanciare il tema del suo prossimo - il terzo - numero monografico intitolato “H.P.Lovecraft e la letteratura dell’orrore” e invita tutti i narratori e i saggisti, eventualmente interessati a partecipare alla stesura del numero, a inviare i propri scritti entro e non oltre il 30 settembre 2008.

I partecipanti selezionati riceveranno una copia omaggio del numero 19. (della rivista Nugae)

Roma non far la stupida stasera 2 

Il commento di Jolanda Catalano
Questa percezione della città in tutto il suo caotico estendersi che diviene,è, percezione di se stessi, mi piace Gaja.Vicoli e vicoletti che si ingarbugliano,in cui ci si può smarrire,dentro e fuori,i pensieri vanno,il dolore rimane incancellabile ma forse un urlo…..

L’autrice dà qualche altro dettaglio (sempre nei commenti)
Sì, Roma diventa il corpo di Margherita, diventa il suo urlo, liberato dalla felinità, da un’animalità incontenibile, cui non si può più rinunciare e che non si può più ignorare. Roma è anche questo, è carnalità.

Roma non far la stupida stasera 1

L’incipit é importante
Quando M. arriva a Roma ha trent’anni e continua ad accartocciarsi su una verità acuminata che le si infilza nello stomaco e nell’utero. Roma per lei è un po’ di tutto, tutto insieme e tutto all’improvviso. M. pensava di allattare al ventre della lupa le sue paure, lo squarcio che le ha aperto in due la vita a dieci anni, e che dopo vent’anni perde ancora sangue e visceri.

Ma anche la conclusione
In questo preciso momento, però, le sue vene e le sue arterie disegnano un percorso diverso, si innalzano, bucano la terra, entrano nelle vene e nelle arterie di M., pompandole dentro la realtà cruda, senza orpelli, la vita, la lotta per la sopravvivenza.
Mors tua vita mea.
Margherita si volta di scatto: davanti alla colonia felina di Largo Argentina, dalla parte opposta della strada, c’è una pasticceria. Margherita perlustra la piazza – un luogo dell’anima, uno sfogo dell’anima, le piazze sono l’urlo delle strade, pensa – calcolando a mente quanto dovrà camminare per arrivare a Villa Borghese.
Veni vidi vici.

 

Questo ‘romanzone’ vittoriano scardina le mie certezze perché nasce si sviluppa e cresce come un seme che ha bisogno di luce per esplodere fuori dalla sua scorza. Sono talmente partecipe di quest’esplosione da riuscire a vederne ogni minimo dettaglio, da esserne parte integrante, protagonista e paesaggio bucolico, narrazione e libro. Quando tutto finisce guardo la pianta, e l’autrice mi fa vedere di nuovo il seme.

Davide Bregola scrive la quarta di copertina (anche) della nuova traduzione di Middlemarch di George Eliot per la Bur.

Non sarebbe meglio abolire i commenti sulle quarte? Basta solo una breve sinossi del libro.

Devo trovare uno che mi faccia una giusta e obbiettiva critica perchè non riesco a capire se ho scritto un capolavoro o una cazz……

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Autocoscienza III

L'importante è conoscere ciò di cui si parla

La formula per cui è famoso Einstein, in realtà, non dice affatto che l’energia è pari alla massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce. La formula vera è (credo) un’equazione differenziale che afferma l’equivalenza (Riccardo Ferrazzi)

Il grassetto è nostro, naturalmente.